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Viaggio con paesaggio e Villa del Balbaniello

Villa del Balbianello. Ph. Luigi Fieni

Ph. Luigi Fieni in volo con Heliduebi

Se in queste righe vi aspettate storie ufficiali, non sono le righe che fanno per voi.
Se volete storie mai raccontate di due uomini in un giardino straordinario, siete nel posto giusto.

“Balbaniello ha un’anima un po’… sinistra, ha qualcosa di molto affascinante e misterioso, specialmente di sera.
Pensaci bene, tutti i parchi e le ville che si trovano sul lago si ritraggono; la proprietà va verso l’interno, come Villa Erba, Villa d’Este. Balbianello invece ‘aggredisce’, un promontorio che entra nel lago, come una mano che affonda le dita nelle acque per dire ‘ci sono io’.”
(Emilio Trabella)

A Lenno (Co). Villa settecentesca (1787) situata su un promontorio boscoso accanto all’Isola Comacina.
Negli anni ’70, per volontà del proprietario Guido Monzino, il giardino selvaggio viene trasformato in un suggestivo giardino paesistico dal nostro Emilio Trabella (> leggi “Viaggio con paesaggio, Emilio Trabella e il gioco nel giardino storico), diventando così l’ambientazione ideale per film come Star Wars e 007.
Attualmente è proprietà FAI ed è visitabile sia da Lenno, sia da Sala Comacina.

Villa del Balbaniello è motivo e teatro dell’incontro fra il conte Monzino ed Emilio Trabella, un rapporto professionale basato su una grande e reciproca stima.

Dal 1978, alle due e mezza di ogni lunedì pomeriggio, il grande alpinista ed esploratore incontra il giovane paesaggista per la sua “ventiduesima spedizione”*: riportare lo splendore e l’eleganza di un luogo unico, in cui “più che le fioriture, sono le infinite tonalità di verde a disegnare tutto”.

E proprio durante uno di quei lunedì, Emilio, incuriosito, azzarda una domanda personale a Monzino: “conte, cosa l’ha portata qui, a Balbianello? Lei mi parla delle sue proprietà in Kenya, a Kathmandu, in Argentina, … e ora perché qui?”. Lui risponde e, con un salto nel tempo fino agli anni ’30, racconta dei suoi fine settimana insieme alla famiglia nella villa di Moltrasio, quando con il padre andava a pescare in barca davanti al Balbianello, senza scambiare una parola durante il tragitto.
Senza scambiare una parola durante la pesca. Senza scambiare una parola all’ora del pranzo, quando il padre apriva il cesto delle vivande. Senza scambiare una parola quando riprendevano a pescare fino alle tre, tre e mezza del pomeriggio. Senza scambiare una parola nel momento del ritorno a Moltrasio.

Così, silenziosamente, senza mai esserci entrato, ma solo osservandolo dal lago, il giovanissimo Monzino viene rapito, affascinato per sempre da quel luogo fino al giorno in cui, tanti anni dopo, a New York, di ritorno da una delle sue spedizioni, il destino gli permette di avvicinarsi al suo sogno di sempre: acquistare Balbianello.

“Il conte era una persona speciale, un esteta. Da lui ho imparato moltissimo.
I pranzi al Balbianello erano momenti straordinari. Fantastica la mise en place, io da una parte
del lunghissimo tavolo e lui dall’altra, tra bicchieri di cristallo e tantissime posate, così tante da spingermi ad escogitare uno stratagemma con la zuppiera d’argento posta al centro.
L’arredo floreale interno era sempre con fiori di campo e segretamente chiedevo ai ragazzi, in occasione dei primi inviti, che la composizione nella zuppiera fosse enorme.
Appena seduti, iniziavo a parlare e alla sua domanda «ma lei non mangia mai?» rispondevo «certo, ma finisco il discorso». Era l’unico modo per nascondere il mio imbarazzo e per sbirciare, dietro la gigantesca composizione, con quale posata si dovesse iniziare… Non mi avrebbe mai perdonato l’errore!”

E così, negli anni, tra un risotto al pesce persico e l’altro, nasce un’amicizia.
Il restauro del giardino è ultimato e la professionalità e i consigli di Emilio continuano ad essere parte integrante nella vita dell’esploratore.
È autunno: arriva il momento di scegliere quali fiori mettere nelle aiuole dell’ingresso, sotto la loggia, …. La scelta cade su 10.000 viole pansè in diversi colori. Concluso il lavoro, dopo qualche giorno, Trabella riceve una telefonata da Monzino.
M: “Senta un po’, io quelle viole non le sopporto, me le faccia sparire”
T: “Sono tante, lasciamole, è questione di pochi mesi, poi le togliamo”
M: “No, no, no, no, io sto male, mi viene l’orticaria se le vedo. Troviamoci, così ne parliamo”
S’incontrano, ne discutono e arrivano alla conclusione che a Balbianello devono essere pochissimi i fiori e solo sui toni del rosso. Ma intanto le viole sono ancora lì e Monzino chiede di buttarle. Trabella non se la sente e gli propone un’idea.
T: “Le raccolgo, le metto nelle cassette e da Lenno a Como le regalo a tutte le parrocchie che incontro”.
M: “Lei ha sempre delle bellissime idee Trabella, lo faccia”
Emilio procede. E al posto delle viole? Un sobrio ed essenziale tappeto erboso.

E le storie di due uomini e il giardino straordinario non finiscono qui…

*21 sono le spedizioni sulle più alte vette del mondo realizzate da Guido Monzino: dall’Himalaya all’Africa, dalla Groenlandia alle Ande. Ed è stato proprio Emilio Trabella a definire la ristrutturazione del Balbanielllo “la ventiduesima” impresa dell’esploratore.