Villa Erba

Villa Erba. Ph. Luciano Movio

Ph. Luciano Movio

È una delle dimore più rinomate del nostro Paese.
L’edificio principale, a lago, con i suoi imponenti volumi e le sue monumentali linee architettoniche e decorative, costituì nel 1972 la sede più appropriata per il montaggio del film “Ludwig”, ultimo della celebre “trilogia tedesca” del regista Luchino Visconti. Il grande artista milanese (1906-1976) si trovò perfettamente a suo agio nel lavorare in un ambiente che gli era molto caro, dal momento che il complesso apparteneva alla sua famiglia.

Nel 1986 gli eredi Visconti vendettero la villa con gran parte dei terreni ad un consorzio di enti pubblici che vi ha realizzato un importante complesso espositivo congressuale dotato di un padiglione, progettato dall’architetto Mario Bellini, che, con la sua struttura trasparente, ricorda gli ottocenteschi ‘giardini d’inverno’.
Il giardino di Villa Erba è un unicum fra tutti i complessi che costellano le sponde lariane, perché è il solo a presentarsi pressoché interamente pianeggiante; un giardino di gusto ‘inglese’, impostato cioè sulle masse, sui volumi e sui cromatismi offerti da gruppi d’alberi di notevoli dimensioni.

Tale modello progettuale dovette probabilmente caratterizzare questo luogo fin dalle origini e fu poi rispettato dai diversi proprietari, sicuramente affascinati dal fluttuare, sotto l’azione dei venti e delle brezze di lago, delle amplissime chiome dei tigli, dei bagolari, dei Taxodium, ma soprattutto dei maestosi platani.
Il succedersi delle stagioni non fa che incrementare il fascino di tale impostazione botanica, così che il visitatore resta in ogni caso ammirato di fronte alle nude strutture arboree dei mesi invernali, ai differenti toni del verde primaverile e agli scuri e ombrosissimi fogliami dell’estate, che poi si tramutano in una sinfonia di rossi e gialli nell’autunno.

Fra di essi, troneggiano statue di soggetti mitologici, realizzate dallo scultore Mazzuchelli. L’area è suddivisa in pochi, ma vasti, spazi erbosi e alberati, separati fra loro da sinuosi viali che conducono al lago e alla villa, raccordandosi in modo piacevolissimo, secondo un consolidato schema di gusto ottocentesco. I verdi delle varie essenze arboree costituiscono la nota dominante, anche se nelle stagioni più calde i giardinieri curano una gradevole decorazione realizzata con masse di erbacee annuali dai cento colori.

Sono almeno tre le peculiarità botaniche di questo luogo.
Dapprima, vanno ammirati i Taxodium distichum, con i quali è stato formato un lungo viale parallelo alla Via Regina.

Una seconda meraviglia, da non perdere a Villa Erba, è ospitata nel settore compreso fra l’edificio principale e il lago: un’impressionante serie di bossi a palla prospetta sulla darsena e sul lago, con un deliberato intento di intermediare fra la villa e il bacino lacustre.

Il platano rappresenta una delle glorie botaniche del lago: addirittura maestoso, e perciò da non perdere, è l’esemplare che ombreggia da autentico sovrano il pontile dell’imbarcadero.

Dal volume: “Geometrie verdi sull’acqua. I giardini del territorio lariointelvese”
di Paolo Cottini e Luisella Monti – Bellavite editore

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