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Natura sensitiva e la furbizia di Venere

Natura sensitiva e la furbizia di Venere

Ph. Luigi Fieni. Dionaea muscipula a Orticolario 2018 nello spazio di Daniele Righetti

La dionea, chiamata anche Venere acchiappamosche, è una delle piante più celebri tra le carnivore, sin da quando Darwin la definì come “la pianta più spettacolare del mondo”.
La sua classica “bocca”, che si chiude con un movimento rapidissimo per intrappolare e poi deglutire le sue vittime, la fa assomigliare ad un animale carnivoro.

Una ricerca, pubblicata su The American Naturalist, descrive un’altra interessante caratteristica: le sue “fauci” non divorano indiscriminatamente gli insetti che osano avvicinarsi, ma evitano quelli che la impollinano e che quindi ne permettono la riproduzione.

La sperimentazione ha così permesso la scoperta della tipologia di insetti che impollinano le Dionaea, informazione fino ad ora teorizzata, ma mai realmente conosciuta.
I ricercatori hanno prima catturato diversi insetti sui fiori delle Venere acchiappamosche durante la stagione di fioritura, e poi li hanno controllati per vedere se stavano trasportando il polline della pianta.
Dopo l’analisi di circa un centinaio di insetti, hanno scoperto che gli unici dediti al trasporto erano tre: un’ape della specie Augochlorella gratiosa, un coleottero della specie Trichodes apivorus e uno della specie Typocerus sinuatus.
Dopo aver analizzato anche oltre 200 prede catturate dalle piante, i ricercatori hanno constatato che le tre specie non erano presenti tra di esse, nonostante la loro assidua frequentazione.

Considerando che i fiori della Venere acchiappamosche sono situati abbastanza in alto rispetto alle trappole a scatto, e ciò favorisce quegli insetti che possono volare, studi futuri approfondiranno l’ipotesi che queste piante carnivore siano in grado di attrarre sui fiori gli insetti impollinatori e non le prede attraverso odori o segnali chimici specifici.

Prossimamente altri aggiornamenti in merito a questo nuovo studio sull’intelligenza delle piante.

Fonte:
notiziescientifiche.it