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Natura sensitiva e la betulla di luce

Betulla

In quasi tutte le tradizioni, di qualsiasi cultura e nella cultura sciamanica, l’Albero cosmico ha un valore ineguagliabile.
È il pilastro centrale che permette lo spostamento tra i livelli oltremondani, siano essi inferi o celesti, perché le sue radici affondano negli abissi sotterranei e i suoi rami raggiungono il mondo Celeste: mondo uraniano (cielo) e mondo ctonio (sotterraneo) sono collegati dalla sua maestosità.

Per gli sciamani siberiani, in particolare i Buriati, l’Albero cosmico è rappresentato dalla betulla: riparo per le anime degli antenati, chiamata udeshi burkan, il “guardiano della porta”, durante il rito d’iniziazione “apre allo sciamano l’accesso al cielo” perché scala (fisicamente parlando) sulla quale l’iniziato deve arrampicarsi per compiere il suo viaggio estatico.

Se in altre culture l’Albero cosmico è ben più longevo, come ad esempio l’abete, e spesso maestoso, la betulla, nonostante i suoi massimi 25 m in altezza e la sua vita media che raramente supera il secolo, possiede delle caratteristiche che la rendono unica ed estremamente suggestiva: il suo aspetto longilineo, la sua rara capacità di dare vita a boschi partendo da terreni desertici, il suo biancore, la corteccia argentea, la rendono albero sacro e di luce.

Albero solare

Nell’Alfabeto degli alberi (il calendario sacro dei Celti) la betulla presiede infatti al primo mese dell’anno solare (dal 24 dicembre al 21 gennaio), motivo per cui è legata alla rinascita del Sole. Prima, con il sambuco, a mettere le foglie nella foresta nordica, è dunque albero <<aurorale>>, in diretto collegamento con la simbologia del nuovo inizio, ben augurante e purificatoria.
Non è infatti un caso che essa compaia in vari modi in molte delle festività e dei riti durante il mese di febbraio, mese della purificazione.
Febbraio viene dal latino februare, ovvero “purificare, fare delle espiazioni religiose”.
In questo mese si collocano feste come la Candelora (2 Febbraio), festività in cui ufficialmente la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù, ma che deriva con buona probabilità dai Lupercali romani, in cui si festeggiavano il ritorno della luce e la purificazione per ricominciare il nuovo anno, o la festa di Santa Brigida delle Highlands scozzesi (1 febbraio, vigilia della Candelora), dove la Santa Brigida di Kildare proviene da un’antica divinità celtica della rinascita del fuoco e della vegetazione. Non casualmente, il nome Brigida, da Birgit deriva dalla radice indeuropea Bhirg, betulla, da cui birch in inglese e die Birke in tedesco.

Albero lunare

Alla simbologia solare, nella betulla, si sovrappone anche la simbologia dell’albero lunare, collegamento determinato molto probabilmente dal suo colore bianco argenteo, che ricorda il nostro satellite, la Luna. Nella maggior parte delle lingue, i diversi “soprannomi” della betulla hanno spesso un legame con il suo colore: dalla silver birch inglese, alla betulla d’argento o bianca, alla bouleau blanc francese. Il collegamento con la Luna, così forte e presente, lega però così la betulla anche a tutta quella stratificazione simbolica e mitica legata al satellite notturno. La luna mitologica, dai tanti nomi dei quali uno è quello di Ecate, divinità notturna e per alcuni aspetti psicopompa, ovvero divinità che vive tra il mondo celeste, terreno e il regno dei Morti, è quindi non simbolo positivo, ma anche figura legata a tutto l’aspetto “oscuro” dell’essere umano.
Per questo suo lato lunare, la betulla nella cultura medioevale diventa un albero dalla simbologia doppia: da un lato collegato al mondo delle streghe, tanto che i suoi rametti si trovano ancora oggi nella cosiddetta <<scopa delle streghe>> nelle campagne inglesi, insieme al bastone di frassino e legnacci di salice, dall’altro rimane albero della saggezza, tant’è vero che la bacchetta dei maestri di scuola era costituita da ramoscelli di betulla intrecciati.

Fonti:
“Mitologia degli alberi” di Brosse Jacques (BUR saggi 2015)
“Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante” di Alfredo Cattabiani (Oscar Mondadori 2016)
“Calendario. Le feste, i miti, le leggende e i riti dell’anno” di Alfredo Cattabiani (Oscar Mondadori)
“Le Piante Magiche – nell’Antichità, nel Medioevo e nel Rinascimento” di Emile Gilbert  (Hermes Edizioni, 2015)
thereef.it
wsimag.com

La conoscenza delle “storie che stanno dietro le foglie” è un modo per avvicinarsi al mondo vegetale e alla sua importanza per l’uomo