bosco
Ph. Anna Rapisarda

Sul Lago di Como

Le montagne del Lago di Como sono ricoperte di boschi e nascondono anche dedali sotterranei di cuniculi e grotte, tra i quali ce n’è uno, il più lungo d’Italia, che si sviluppa per 62 chilometri sotto il Pian del Tivano. Si racconta che proprio qui vivano molte creature magiche, come i dispettosi folletti.

La leggenda

É difficile incontrare un folletto vis a vis: “se lo si scorge o, peggio, ci si burla di lui, allora scompare”.
Può diventare minuscolo fino a risultare invisibile, é capace di trasformarsi in foglie, vento, erba, sassi o palle di fuoco per entrare nelle case,
vive nell’ombra, tra boschi, miniere, grotte.
Per la precisione, un folletto è un demone intermedio, cioè metà demone e metà umano, e come tale può influire sul tempo meteorologico: è infatti capace di nascondersi nel vento, così, attraverso mulinelli folleggianti, si sposta tra i campi e le case, senza farsi vedere.

Non può provocare tempeste come fanno i draghi e la sua non è una magia portentosa come quella di maghi, streghe, stregoni, ma è burlona: la usa per fare scherzi in ambito domestico, come nascondere oggetti, mescolare nei sacchi i semi del raccolto, legare i crini dei cavalli, muovere e far cadere ogni cosa, creare disordine.

A volte i suoi dispetti non fanno ridere per niente: l’Encoffolletto femmina, non solo provoca gli incubi, ma vive nel camino di casa, ostruendolo e asfissiandone così gli abitanti.
In Val Cavargna, i Bragöla, il cui nome deriva da sbraga, “lamentarsi”, dalle lunghe braccia, pelosi, con occhi “sfavillanti”, aiutano i loro protetti in diversi lavoretti domestici, come falciare il prato. Perché questo accada, basta lasciare del cibo sopra la propria falce e il falcetto prima della notte.

Questi folletti sono velocissimi nell’intrufolarsi ovunque, tendenzialmente si nascondono nei cespugli, ma per trovarli basta seguirne i borbottii.
Il loro scherzo preferito? Spaventare i viandanti notturni lanciandoglisi addosso. Il loro luogo prediletto per farlo è il ponte Dovia a Carlazzo: se vedono passare qualcuno con un cesto in mano, poi, si trasformano in una palla pelosa per inseguirlo, rotolando lungo i pendii, mentre gli urlano addosso.
Entrano di soppiatto nelle case per rubare castagne, latte e la focaccia locale detta matusa.

Ci sono poi i Vissinei di Como che sono sempre folletti, ma dall’aspetto più simile a uno spirito.

Comunque, se doveste incontrarne uno che vi prende di mira, basta non considerarlo. In particolare, si raccomanda di non imprecare, perché si diverte troppo a vedervi arrabbiati e continuerebbe a disturbarvi senza sosta.

> Il Pian del Tivano è qui
> La Val Cavargna è qui

Fonti:
“Il grande libro dei misteri della Lombardia risolti e irrisolti” Federico Crimi, Giulio M. Facchetti (Newton Compton Editori, 2008)
in-lombardia.it
meteoweb.eu