Paesaggi leggendari: Val di Lei
Ph. Anna Rapisarda

Fanciulle, principesse, maghi, stregoni e spiriti maligni

In Valchiavenna c’è una valle, la Val di Lei. Ma chi è Lei?
Racconti lontani nel tempo narrano l’identità di questa misteriosa figura femminile dal fascino immortale. L’etimo presenta una storia diversa, ma ora è il momento delle leggende che, nel profondo delle loro origini, racchiudono sempre una parte di verità.

Una diga ad arco affacciata su un lago blu è il primo impatto che prepotentemente entra nello sguardo.
Da qui comincia il cammino che percorre interamente una sponda, una panoramica passeggiata di 9 km immersa in una natura selvaggia, tra cascate, grotte, cascate, torrenti, imponenti ghiacciai e grandi massi dai quali spuntano famiglie di marmotte. Le suggestioni che questo silenzioso paesaggio trasmette, hanno nei secoli ispirato molti racconti. E continuano a farlo anche adesso, mentre lo si attraversa, seguendo il tempo disteso dell’osservare.

La leggenda

Tra le leggende di fanciulle di rara bellezza e principesse con incredibili ricchezze, il nome della valle riconduce a donne in lotta contro la malvagità di maghi e stregoni. I racconti continuano qui a riecheggiare nel vento che soffia ed emette un lamento in cui spesso i pastori riconoscono il pianto di “lei”, dell’anima tormentata di una giovane sposa rinchiusa fino alla morte in una caverna ai tempi della dominazione romana.

Si racconta poi la storia dei malspirit, gli spiriti maligni, confinati nel punto più oscuro della valle. Divertiti dal tendere scherzi e tranelli ai viandanti, lasciano le scuri in luoghi pericolosi come i burroni, per fare in modo che chiunque provi a prenderle, cada. Noi vi abbiamo avvisato…

> La Val di Lei è qui

Fonti:
“C’era una volta, vecchie storie e leggende di Valtellina e Valchiavenna” (Comune di Prata Camportaccio, 1994)
paesidivaltellina.it